venerdì 5 agosto 2011

1911 / 2011


Avresti festeggiato i tuoi 100 anni, ma anche i nostri.
Perchè è così che mi sento
Qualche volta, timidamente ci avevo sperato, tu così forte, una roccia, una quercia, vincitrice di mille battaglie potevi arrivarci
Ti avrei organizzato una bella festa di quelle che prima ti facevano arrabbiare, schiva e solitaria, ma poi ti rendevano protagonista felice.
Ora mi viene da sorridere, se ricordo quel 5 agosto quando a una certa ora, non percepivi ancora nulla, non parlavi, non chiedevi spiegazioni, sperando che qualcosa di certo sarebbe accaduta. Solo auguri frettolosi da parte di tutti, qualche breve telefonata, nessun preparativo e hai incominciato a preoccuparti.
Eppure compivi 90 anni, traguardo di tutto rispetto, venivi fuori da un brutto momento e i tuoi cari proprio quest'anno, ti ignoravano?
Alle 20 avevi perso ogni speranza, ma non lo confessavi, solo rigiravi gli occhi furbetti alla ricerca di qualcosa che non c'era, e forse mansueta com'eri, avevi incosciamente accettato anche questa grossolana dimenticanza.
Fu proprio mezz'ora dopo che la "nostra casa del mare" si riempì di parenti, amici, vicini che complici avevano aspettato il segnale convenuto e tu per quella sera hai abbandonato il tuo severo aspetto settentrionale e ti sei lasciata contaminare dal mio meridionale (come spesso mi ripetevi)
Che festa! il piccolo orto profumato di piante aromatiche, era pieno di persone festanti e a mezzanotte, la mia Cenerentola ha avuto il suo momento di meraviglia, quando ha visto dal suo terrazzo quelle luci, quei colori illuminare il cielo.
Casalabate, ha alzato gli occhi, tutti ti hanno fatto gli auguri,
cara, insostituibile mamma.

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