venerdì 9 marzo 2012

Il boato del terremoto del Giappone

Aumentata la frequenza delle onde sismiche per renderle udibili all'orecchio umano

 Un boato spaventoso, di quelli che mettono paura dentro. Il terremoto Tohoku-Oki di 9 gradi della scala Richter che quasi un anno fa (11 marzo 2011) devastò il Giappone provocando circa 20 mila morti (il 90% causati dallo tsunami) è stato reso udibile. Il sisma, in un territorio disseminato di apparati scientifici sofisticati, è stato il più studiato e analizzato della storia della geologia. Dalla gran massa di dati, ricercatori guidati da Zhigang Peng dell'Istituto di tecnologia della Georgia, hanno ricavato un audio del «rumore» delle onde sismiche.

 

FREQUENZE - L'orecchio umano (da giovane) riesce a sentire i rumori compresi in una gamma di frequenze tra 20 e 20 mila Hertz (20Hz-20kHz), zona al limite massimo delle frequenze delle onde sismiche registrate dai sismografi. Peng non ha fatto altro che accelerare di cento volte la velocità, in modo da portare le frequenze a livelli udibili. In questo modo i segnali ricevuti in circa un'ora vengono riprodotti in un intervallo di pochi secondi. Il risultato sarà pubblicato nel numero di marzo-aprile della rivista specializzata Seismological Research Letters.
BOATO - Il primo audio si riferisce alle onde sismiche che hanno investito la costa nell'area compresa tra la centrale nucleare di Fukushima e Tokyo. Il primo boato è la scossa principale di 9 gradi Richter (il quarto terremoto più forte degli ultimi 100 anni), i rumori successivi le scosse di assestamento dovute agli spostamenti di decine di metri della faglia dove si è verificata la rottura, tra le quali due di 7,7 e 7,5 gradi avvenute circa 30 e 42 minuti dopo il sisma iniziale. Le scosse di assestamento avvengono tutt'ora e proseguiranno per anni.


CALIFORNIA - Il secondo audio, invece, si riferisce alle onde sismiche che hanno attraversato il pianeta e sono giunte in America, innescando piccoli movimenti della faglia di San Andreas in California. Il rumore iniziale, che sembra quello di un tuono distante, segnala l'arrivo dell'onda sismica della scossa principale, dopo si ascolta un rumore che assomiglia alle gocce di pioggia che cadono dovuto ai movimenti successivi della faglia.
Paolo Virtuani

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