lunedì 12 marzo 2012

Un fenomeno sorprendente

Forse nessun altro fenomeno naturale ha affascinato tanto l'umanità, per migliaia di anni l'arcobaleno è stato presente nelle leggende e nelle mitologie di quasi tutte le culture conosciute, ed in tutte le epoche pittori lo hanno raffigurato e poeti e scrittori ne hanno cantato le lodi.

Le tribù nordafricane lo definiscono La Sposa di Dio, e per i giapponesi è il Ponte Galleggiante del Cielo.
Per gli antichi greci Iride, la dea del clima , riforniva le nuvole di acqua presa dai fiumi e dai laghi assicurando i raccolti.
A poco a poco Iride venne identificata con l'arcobaleno, e diventò la divinità protettirice dei contadini.
I babilonesi credevano che l'arcobaleno fosse il fidanzato della pioggia, e gli antichi lapponi credevano che fosse l'arco del Dio del tuono, che se ne serviva per scagliare i fulmini.
La pentola d'oro all'estremità dell'arcobaleno è un prodotto del folclore europeo, una delle tante leggende ispirate all'irraggiungibilità delle basi dell'arco.
Secondo una leggenda francese, a ciascun capo dell'arcobaleno si troverebbe una perla in attesa di essere raccolta da chiunque sia dotato di sufficenti poteri magici per trovarla.
Molti popoli primitivi, d'altro canto, hanno paura degli arcobaleni, che considerano una minaccia alle loro vite: leggende degli zulù narrano di uomini e di bestie inghiottite dagli arcobaleni e mai più rivisti.
La scienza dell'arcobaleno non è meno affascinante della sua mitologia.
 Nel 1637 il filosofo e matematico Cartesio cercò per primo di individuare con calcoli matematici le ragioni per le quali un arcobaleno si vede a un angolo di 42 gradi.
I suoi esperimenti lo indussero a postulare che gli arcobaleni si manifestano quando i raggi del sole entrano in una gocciolina d'acqua di forma sferica, vengono riflessi dentro di essa, e poi ne fuoriescono.
Trentacinque anni dopo il grande scienziato inglese Isaac Newton soddisfece una curiosità vecchia di secoli spiegando come si formano i colori dell'arcobaleno: in seguito a due rifrazioni ed una riflessione interna dei raggi solari da parte delle goccioline di pioggia che ne sono attraversate.
Le gocce fungono da prismi, scomponendo la luce solare, che è bianca, nei vari colori che la costituiscono, e ciascuno dei quali richiede un angolo di riflessione leggermente diverso.
Le dimensioni di un arcobaleno risultano maggiori quando il sole è basso; di conseguenza, gli arcobaleni più spettacolari si vedono la mattina presto o la sera tardi.
 Pochi sanno che la luna può dar luogo ad arcobaleni non meno del sole, e di conseguenza quasi nessuno si da la pena di cercarli di notte.
Gli arcobaleni notturni contengono gli stessi colori di quelli diurni, ma l'intensità della luce è talmente bassa che l'occhio raramente li percepisce.
Non è impossibile scorgerli, comunque, mettendoci un pò d'impegno, ed allora si individuano grandi strisce di nero, di grigio o di bianco che solcano il blu della notte.
Gli arcobaleni sono di tanti tipi, ma per la maggior parte di noi rimangono, come per i nostri lontani progenitori, un fenomeno sorprendente, misterioso, affascinante.

Per vedere fantastici arcobaleni vi consiglio il blog http://www.lucidistorte.it/blog/fotografia/guida-come-fotografare-larcobaleno/

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