mercoledì 28 dicembre 2011

Al market per i poveri con la card

Si chiama Emporio solidale: è grande 500 metri quadri
La struttura è sulla strada provinciale Lecce-Novoli

Iniziativa di solidarietàIniziativa di solidarietà

LECCE - Il Salento è considerato un avamposto di solidarietà ed a Lecce è stato aperto ufficialmente l’Emporio della Solidarietà. La sua missione è quella di dare gratis la spesa ai «poveri aventi diritto». L’Emporio Solidale è un supermercato (gross market) di medie dimensioni (circa 500 metri quadrati) con casse automatizzate, carrelli, scaffali e insegne. Ad esso potranno essere inviati salentini che potranno usufruire del servizio attraverso i centri di ascolto, i consultori diocesani e parrocchiali della Caritas dei servizi sociali del Comune di Lecce e della Provincia.
I REQUISITI - Le persone in possesso dei requisiti fissati per il riconoscimento del credito di spesa saranno dotate di una card che consentirà loro di accedere all’Emporio. Tale tessera, una sorta di carta di credito a punti, accompagnerà la persona e la famiglia disagiata per un periodo di 6 mesi, aiutandola ad uscire fuori dalla sua condizione. La card, oltre che garantire l’accesso all’Emporio, potrà inoltre essere uno strumento per ulteriori iniziative di solidarietà e di inclusione sociale. L’Emporio si trova sulla strada provinciale Lecce-Novoli, nel territorio di Lecce.

martedì 27 dicembre 2011

I presepi vissuti, la via della Natività Con un occhio agli antichi mestieri

Da Brindisi a Lecce il percorso dell'arte
Video|A Bari svelati i segreti della bottega di Peppe

La mappaLa mappa

Il giro tra i presepi viventi è un classico di questi giorni. E proprio perché è un classico, non c’è ragione di posticiparlo. Ha senso solo se fatto in questo periodo perché se è vero che le statuine della rappresentazione della Natività si trovano ormai sempre ed ovunque, la sceneggiatura con comparse animate della grotta di Betlemme che si salda alla rievocazione di antichi mestieri perduti è un appuntamento esclusivo di questo periodo natalizio. La Puglia offre un ricco itinerario attraverso i «presepi viventi» che si snoda in tutta la regione ma che trova soprattutto nel Brindisino, nel Tarantino ed in provincia di Lecce le sue espressioni più interessanti e probabilmente più curate. Partiamo dalla rappresentazione della nascita di Cristo realizzata a Pezze di Greco, nel Brindisino, a pochi chilometri dalla bianca Ostuni che, dominando da lassù, contribuisce anche solo involontariamente alla scenografia naturale di una ambientazione non diversa dai luoghi in cui Gesù venne al mondo.
La particolare cura dei dettagli, merito dall’associazione «Presepe vivente» che ogni anno da settembre si mette all’opera nell’organizzazione, trova le sue fondamenta in un’attenta ricerca storica, tanto che nel villaggio rupestre è nato anche un museo laboratorio della civiltà contadina. Alla fine del percorso il passo incede lento e un magico silenzio guida il visitatore nella «grott du bommén», della Natività, con Maria, Giuseppe e il bambinello nella culla, riscaldati dal fiato di un asino e di un bue. L’appuntamento è il 26 e il 27 dicembre nella lama Trappeto (ore 16-21), poi il primo e il 6 gennaio con l’arrivo dei re Magi (in corteo per le strade di Pezze di Greco, ore 12) e si conclude il 7 e l’8 gennaio (info 080.489.73.04). Prima di immergerci nel Leccese con le sue suggestive ambientazioni della Natività, conviene restare nella zona di confine tra il Brindisino e il Barese per ammirare un presepe vivente sicuramente poco sceneggiato nel suo ambiente naturale, ma non per questo meno caratteristico. Al Alberobello, nello scenario dei trulli del rione «Monti» e della più antica zona «aia piccola» la caratteristiche costruzioni — uno dei marchi della Puglia nel mondo — riaprono le loro porte per accogliere la storia dell’Uomo. Le antiche «casedde» si trasformano in botteghe per arrotini, tessitrici, maniscalchi, pescivendoli e altri mestieri ormai dimenticati. Duecentotrenta figuranti si muovono insieme agli spettatori lungo i vicoli illuminati da torce e lumi a petrolio, ed interpretano un copione che si ispira ad un particolare messaggio diverso ogni anno, che li coinvolge in vicende raccontate con scene di teatro popolare. Quest’anno il tema scelto è quello della condivisione. Le rappresentazioni si svolgono il 26, 27, 29, 30 dicembre (dalle 16.30 alle 20.30, ingresso libero si consiglia la prenotazione, info 080.432.28.22 e 333.326.16.55).
Gli ospiti saranno guidati in un percorso che in circa sessanta minuti li porterà a scoprire le tradizioni di questo territorio, con la degustazione delle specialità natalizie del luogo, per concludersi dinanzi alla grotta santa. E ora puntiamo in Salento. Tra gli scenari più originali dei presepi viventi pugliesi non si può non citare quello di Tricase, in provincia di Lecce, spalmato sulla collina di Monte Orco. Un presepe dai grandi numeri: due chilometri, quattro ettari in totale di superficie e circa cinquanta scene. I personaggi ritratti nelle narrazioni evangeliche, interpretati dalla gente del posto, si muovono in un paesaggio naturale che impreziosisce la riproduzione scrupolosa di ambientazioni storiche romane, dalla reggia di Erode alla sinagoga con i soldati in costume. Le serate di apertura sono 25, 26, 28 e 30 dicembre, e 1,3 e 6 gennaio, il giorno dell’Epifania tutti i personaggi sfilano in abiti d’epoca in un grande corteo che parte dalla piazza centrale della città di Tricase, per accompagnare i tre re Magi alla grotta di Gesù bambino (ingresso libero, dalle 17 alle 21.30, info 0833.54.28.75). Altre Natività suggestive attirano l’attenzione di pugliesi e visitatori nella provincia di Taranto. A Crispiano, nelle grotte carsiche, dette «del Vallone», il 24 e 26 dicembre, viene rappresentato un suggestivo Presepe vivente, molto noto anche al di fuori dei confini pugliesi.
La particolarità della Natività allestita qui è l’assoluta fedeltà allo scenario che salutò a Betlemme l’arrivo di di Cristo, la gestualità di figuranti in costume ed animali fa rivivere, per l’occasione, antichi mestieri. Il giorno dell’Epifania la rievocazione ha luogo per l’ultima volta con l’arrivo dei Re Magi. Nell’intervallo tra queste date, i personaggi in carne ed ossa vengono sostituiti da figure fisse per dare continuità ad un’emozione che a Crispiano non vogliono intermittente bensì che avvolga tutto il periodo delle feste. E la rievocazione di antichi mestieri — come abbiamo visto costante in tutti i presepi viventi — consente ai visitatori di avere memoria anche di una civiltà perduta o ridotta al lumicino ma della quale conviene sempre avere memoria. In tempi di crisi, non si sa mai.
di Carmine Festa

Bus e guida per visitare i presepi

Venti Comuni per tredici itinerari
Partito il progetto «Città del presepe»

PresepiPresepi

LECCE - Venti Comuni per tredici itinerari. Questi i numeri del progetto «Città dei Presepi» del Salento che unisce la tradizione, l’interesse religioso, la suggestione dell'arte presepiale e la riscoperta del territorio. Dal 24 dicembre all'8 gennaio, grazie ai bus e guida gratuiti, sarà facile immergersi nelle tradizioni dei luoghi. Ce n'è per tutti i gusti: presepi artigianali, artistici, in cartapesta ma soprattutto viventi.
La prenotazione è obbligatoria nel castello Carlo V a Lecce, mentre i bus partono da Via Calasso e ogni itinerario ha una durata di circa 6 ore, indicativamente dalle 16 alle 22. Si parte dal presepe all’interno dell’Anfiteatro Romano in Piazza S. Oronzo a Lecce, il 24 alle 18,30. Tutte le informazioni su www.cittadeipresepisalento.it.

Snow Globe Los Angeles


Snow Globe Los Angeles from All Cut Up Films on Vimeo.




domenica 25 dicembre 2011

giovedì 22 dicembre 2011

iniziativa di solidarieta'

«Una serata tra amici» a Lecce
Cena delle feste per i più bisognosi

Il 7 gennaio presso i locali della Cngei in via Argento
L'anno scorso parteciparono oltre 120 persone

Una cena per i più bisognosiUna cena per i più bisognosi

LECCE - «Il vero modo di essere felici è quello di procurare felicità agli altri»: è con questa frase di Sir. Robert Baden Powell, fondatore del movimento scout mondiale, che il C.N.G.E.I di Lecce anche quest’anno lancia a tutta la città l’invito a partecipare alla cena per i più bisognosi. L’hanno chiamata “una serata tra amici” e l’appuntamento è fissato per il 7 gennaio alle 18.00 alla scuola Materna di via Massaglia. Intanto, chi lo desidera, può già dare il proprio contributo.
Innanzitutto portando viveri e vettovaglie per la cena seguendo alcune indicazioni riportate sul sito www.naturamediterranea.it: la consegna avverrà ogni venerdì, a partire dal prossimo 23 dicembre, presso i locali della CNGEI di via Argento 43 (dalle 19 alle 21). Inoltre si potrà aderire ai gruppi di lavoro che si stanno formando per la cena: si cercano infatti volontari per la cucina, per servire ai tavoli, per animare la serata con canti e musica o semplicemente per partecipare. Lo spirito dell’iniziativa, infatti, è quello di una festa da condividere con chi è meno fortunato. L’anno scorso hanno partecipato ben 120 persone: soprattutto clochard che trovano riparo nelle parrocchie leccesi e famiglie disagiate. E quest’anno il numero, a quanto conferma anche l’ultimo rapporto sulla povertà, purtroppo è destinato a crescere. Per info, Loris Novelli 329 8291620.
Fabiana Salsi

«Zenzero», storia di un gatto cieco e degli altri mici che l'hanno accolto. Senza preconcetti

«Nessuno ha detto ai gatti ciechi che hanno un handicap e perciò loro vivono una vita del tutto normale, una grande lezione»


Ogni martedì la rubrica dedicata agli animali su Corriere MilanoOgni martedì la rubrica dedicata agli animali su Corriere Milano

(foto Nicola Vaglia)(foto Nicola Vaglia)
MILANO - Zenzero fa gli agguati, si rotola con il gemello Zafferano, prende al volo il giochino che dondola per aria appeso ad una lunga corda, gira per casa. Convive con altri sei mici. Ma a differenza degli altri è completamente cieco. Come il gemello, che ha un occhio solo, sconta un raffreddore non curato. Li hanno trovati dei volontari all’Isola di Procida l’estate scorsa. Con un tam tam i due micetti rosso tigrati sono arrivati fino a Roma dove sono stati ricoverati in un asilo per animali, assistiti e curati.
"Zenzero", gatto cieco e felice                  
LA NUOVA CASA - Finché s’è trovata una nuova casa, alle porte di Milano. Barbara Ambreck, farmacista e consulente aziendale, è volontaria e conosceva bene la storia del gattino cieco: «Quando ho saputo che con lui sarebbe arrivato anche il gemello ho avuto qualche perplessità. Con me vivono già altri gatti. Avrei dovuto offrire una ospitalità temporanea, invece non li ho più lasciati». Ulisse, gattone di sette anni il cui gioco preferito è fare gli agguati all’acqua che cola dal rubinetto della cucina, l’anziano Gastone (14 anni) e Mickey hanno accolto senza problemi il micio cieco. E dopo i gemelli Zenzero e Zafferano sono arrivati altri due gattini disabili: Lippa e Hope investite da un’auto e abbandonate al ciglio della strada.
L' ADOZIONE - Barbara, che oggi si occupa di adozione per l’associazione Noi Animali onlus (www.noianimali.com), nel libriccino che le volontarie navigatrici hanno scritto a più mani (Un atto d’amore) racconta: «Ho imparato che un gatto cieco “ci vede”: lo vedo correre per casa, arrampicarsi sul tiragraffi, salire e scendere le scale come un fulmine, giocare con palline e topolini».
SENZA PRECONCETTI - Laura Borromeo, comportamentalista (www.lauraborromeo.it), spiega: «I gatti hanno un apparato sensoriale più sviluppato del nostro e un gatto cieco lo utilizza al meglio per muoversi senza problemi nel territorio che impara a conoscere in brevissimo tempo. Le vibrisse gli danno la possibilità di misurare la distanza che c’è tra il suo corpo e un oggetto o un muro perché l’aria mossa dal gatto che rimbalza sull’ostacolo viene analizzata dalle vibrisse che danno la perfetta distanza alla quale si trova il gatto. Hanno anche la capacità di farsi le mappe mentali del territorio e perciò sanno orientarsi perfettamente». E, poi «nessuno ha detto ai gatti ciechi che hanno un handicap e perciò loro non hanno preconcetti e sono convinti di poter vivere una vita completamente normale cosa che fanno con grande energia e entusiasmo. Infatti tutti i gatti ciechi sono vivaci, allegri e pieni di curiosità. Una vera lezione di vita per noi!».

pdamico@corriere.it

http://milano.corriere.it/gallery/milano/12-2011/gatto/01/zenzero-gatto-cieco-felice_ac93c70e-2997-11e1-b27e-96a5b74e19a5.shtml#2 

La tua pensione: clicca e scoprila

Vuoi sapere quando andrai in pensione? Inserisci il tuo sesso, la tua qualifica, l'anno di nascita e l'anno di inizio contribuzione. Il calcolatore messo a punto da Progetica per Corriere.it ti dice a che età potrai smettere di lavorare e la differenza rispetto alla situazione pre-riforma.


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gli auguri fatti dagli esperti delle TIC

Carissimi docenti,
lo staff del DOL augura a tutti
Buone Feste e uno splendido 2012!!!



Grazie per il "dol...ce " augurio, approfitto per ricambiare e augurare ogni bene allo staff, ma soprattutti alla mia tutor Donatella che ha creduto in me e ha sostenuto i passi incerti del mio inizio corso.

mercoledì 21 dicembre 2011

Tanti auguri dall'OIPA e da tutti gli animali!

 Ascolta e guarda questo spot OIPA dedicato a tutti coloro
che hanno a cuore la vita di tutti gli animali

 

martedì 20 dicembre 2011

un semplice augurio


Un consiglio per le feste e non solo a Natale

Mangiare un terzo in meno
mantiene giovane il cervello

Trovata molecola anti-invecchiamento.
Si attiva con poche calorie


Mangiare un terzo in meno mantiene giovane il cervelloMangiare un terzo in meno mantiene giovane il cervello
MILANO - Troppe calorie nel menu quotidiano “invecchiano” anche il cervello. Insomma, studio dopo studio la scienza conferma che il segreto di lunga vita in buona salute è proprio nello stile di vita a tavola. Ed è stata scoperta addirittura una molecola che protegge i neuroni dall’invecchiamento. Una molecola attivata proprio se si mangia meno. Quanto meno? Oggi si può dire: un 30 per cento delle calorie vanno lasciate nel piatto. Quasi un terzo di quelle consigliate come normali in base al tipo di attività che si svolge. In altre parole, chi deve assumere 2.000 calorie le riduce a 1.400. E questo è già stato individuato da studi precedenti (pubblicati su Science e Nature): quelli che hanno collegato la longevità cellulare a una dieta ipocalorica. LA MOLECOLA - La molecola anti-aging cerebrale l’hanno scovata ricercatori italiani. Dell’università Cattolica di Roma. La molecola si chiama Creb1, viene attivata da una dieta a basso contenuto calorico e funziona da direttore d’orchestra accendendo altri geni importanti per la longevità e per il buon funzionamento del cervello. Lo studio è stato condotto dall’équipe di Giovambattista Pani, dell’Istituto di Patologia generale diretto da Achille Cittadini, in collaborazione con l’équipe di Fisiologia umana guidata da Claudio Grassi. Ed è stato pubblicato su Proceedings of the national academy of sciences Usa (Pnas). «L’obiettivo ora – commenta Pani – è trovare il modo di attivare Creb1, per esempio attraverso nuovi farmaci, anche senza doverci sottoporre a una dieta ferrea. La restrizione calorica è stata per noi più che altro un espediente sperimentale per scoprire e accendere un circuito protettivo del cervello che coinvolge Creb1 e altri geni responsabili della longevità, le sirtuine (Sirt)».
OBESITÀ E INVECCHIAMENTO - In verità l’osservazione, negli ultimi anni sempre più avvalorata da numerosi risultati sperimentali, aveva già collegato l’obesità ad un rallentamento e ad un invecchiamento precoce delle funzioni del cervello. Così come avviene con malattie tipiche della terza età, dalla demenza senile al Parkinson. Al contrario, la restrizione calorica (nella giusta misura) mantiene giovane il cervello. Lo rende più attivo. Ma i “pulsanti” molecolari che governano gli effetti positivi della dieta sul cervello erano finora ignoti. La molecola individuata dal gruppo di scienziati della Cattolica apre più di uno spiraglio.
DIVERSE FUNZIONI - Non a caso Creb1 regola normalmente importanti funzioni cerebrali come la memoria, l’apprendimento e il controllo dell’ansia. E la sua attività diminuisce, o viene compromessa, proprio dall’età che avanza. «I neuroni – spiega Grassi – comunicano tra loro mediante giunzioni specializzate, le sinapsi, la cui funzione è essenziale non solo per la trasmissione delle informazioni nelle reti neurali, ma anche per il loro immagazzinamento (formazione dei ricordi). La corretta funzione delle sinapsi è, quindi, determinante per l’apprendimento e la memoria. Mente le alterazioni delle sinapsi sono alla base del declino cognitivo che si osserva nella malattia di Alzheimer e in altre forme di demenza. La restrizione calorica, come abbiamo visto e dimostrato, potenzia la capacità delle sinapsi di memorizzare le informazioni. Tale azione benefica è proprio mediata da Creb1». In topi in cui è stata bloccata Creb1 nelle aree cerebrali deputate alle funzioni cognitive, i benefici della restrizione calorica sul cervello (miglioramento della memoria, eccetera) non si verificano. L’animale, nonostante la dieta, presenta gli stessi deficit dell’animale supernutrito. È la prova del 9.
Mario Pappagallo

Il piano funziona con le luci di Natale torna a splendere il barocco leccese

Il Comune accoglie così i turisti che arrivano a Natale
Illuminate strade, chiese, piazze e monumenti


LECCE - È arrivato in ritardo, ma si è fatto ampiamente perdonare. Il Comune di Lecce ha mantenuto fede al suo impegno e, come ogni anno, ha provveduto ad addobbare e illuminare le zone più importanti della città. Quest’anno, poi, grazie alla disponibilità di un privato, ha fatto anche di più, allestendo un grandissimo albero di Natale in piazza Duomo. Il percorso nella «Lecce natalizia» parte da via Libertini, dove le luci dorate che attraversano la strada da un lato all’altro - messe grazie al contributo dei commercianti -, anticipano l’addobbo di piazza Duomo. Proprio al centro, quasi a segnare una ideale divisione prospettica tra la chiesa e il seminario, una cascata di luci dorate con una stella in cima arricchisce la più bella piazza della città. È un gigantesco albero di Natale fatto soltanto di luci che, con il calore dorato dell’illuminazione gialla, esalta il colore della pietra tipica del barocco leccese. Delude un po’ il resto del tragitto, quello lungo corso Vittorio Emanuele, dove i commercianti non hanno seguito l’esempio dei loro colleghi, scegliendo di addobbare ciascuno la propria vetrina, ma non la strada e gli spazi comuni. Ma quando già si intravede piazza Sant’Oronzo, ecco che ladelusionesvanisce.
Il Natale illumina il barocco

Le luci azzurrine dei led si inseguono come in una pioggia leggera, mentre i fiocchi di neve sui pali esaltano l’ovale della piazza e illuminano le due grandi strutture prefabbricate che, fino al giorno di Santo Stefano, ospiteranno la Fiera di Santa Lucia (o dei pupi). La luce fredda si adatta meglio a una piazza dove l’architettura di inizio ventesimo secolo convive con un tesoro del Cinquecento come il Sedile o con il settecentesco Palazzo Carafa, anch’esso addobbato con delle stelle luminose «incastonate» lungo la facciata e sugli angoli dell’edificio. A destra della piazza, poi, la storia riporta indietro di 1500 anni con la bellissima visione dell’anfiteatro romano. Due giorni fa, l’assessore al Turismo, Massimo Alfarano, ha annunciato con orgoglio che il presepe era finalmente ultimato e illuminato. «Con un giorno di anticipo rispetto agli ultimi anni», precisa. Nell’emiciclo, infatti, sono tornate le casupole, gli alberelli, i viottoli, i ponticelli e, soprattutto, le statue dei personaggi del presepe, che leccesi e turisti possono ammirare affacciandosi lungo la balconata principale sopra l’anfiteatro. Un colpo d’occhio reso ancora più suggestivo dalla grande stella cometa che «indica» l’esatta ubicazione della grotta. Una stella identica si trova all’ingresso Nord di Lecce, proprio sopra piazza del Bastione.
Francesca Mandese

sabato 17 dicembre 2011

Si accendono le luci di Natale nel mondo


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Il grande magazzino di Londra, Harrods, ha acceso le luminarie natalizie


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La parata di Natale che si tiene ogni anno da Harrods a Londra

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La fontana di Place de la Concorde a Parigi a Natale

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Si accendono le luci di Natale delle Galeries Lafayette a Parigi

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Le luminarie sulla centralissima Regent Street a Londra

QUELLO CHE VORREI PER NATALE

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Vorrei del tempo per cogliere
e contare col cuore ancora qualche aurora
per ammirare tutte le sfumature del tramonto
e sentirne il calore nel cuore.
Vorrei del tempo per rimediare e per meditare
Una gomma per cancellare qualche “fatto”
o anche semplicemente solo per chiedere perdono
con la speranza di essere perdonata.
Vorrei del tempo per dire a chi amo
quanto li amo davvero profondamente.
Vorrei poter abbracciare tutti quelli
che hanno scritto il loro nome nel mio cuore.
Vorrei avere tempo per guardare “vedendo”
per ascoltare “sentendo”, e per amare “amando”
e trovare pace nell’anima per ogni mio “non fatto”
e che i fatti siano stati del “ben fatto”.
Vorrei tirando la somma poter guardare indietro
con serenità senza che il cuore si schianti
e andarmene gaurdando con un sorriso
senza rimpianti tutto quello che è stato.
Silvana Stremiz

Natale è vicino

venerdì 16 dicembre 2011

Dislessia diagnosticata a troppi bambini

Ormai lo sarebbe il 23 per cento, ma, secondo una ricerca italiana, la quota reale non supererebbe il 4 per cento

(Corbis)MILANO - Attenzione a non esagerare quando si parla di dislessia, un problema che non è legato a deficit intellettivi. La prova? Grandi scienziati come Leonardo da Vinci oppure moderni geni dell’animazione come Walt Disney sono stati dislessici. È sulle cifre del fenomeno che occorre riflettere, perché passando dall’ipotesi di un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), uno dei quali è proprio la dislessia, alla realtà dei banchi di scuola elementare negli anni scorsi il quadro epidemiologico poteva apparire a tinte più fosche di quello che in realtà si dipinge oggi. «Troppi bambini in Italia sono considerati dislessici, ma in realtà hanno solo disturbi comuni» è il parere di Federico Bianchi di Castelbianco direttore dell’Istituto Italiano di Ortofonologia, che ha presentato a Roma un’indagine condotta nell’ambito del progetto "Ora sì", promosso dall’associazione di scuole “Una rete per la qualità”.
UN BAMBINO SU CINQUE - «In Italia un bambino su cinque presenta disturbi di apprendimento ma questo non vuol dire che sia dislessico, eppure viene ritenuto tale ed inserito in un percorso di recupero specifico che rischia di causargli danni notevoli, avendo in realtà solo disturbi comuni» sottolinea l'esperto. A far riflettere sono i risultati del progetto condotto nella capitale, che dimostrano come nelle scuole materne ed elementari di Roma circa il 23 per cento dei bambini venga indicato a rischio di Disturbi specifici di apprendimento (Dsa), ovvero con significative difficoltà nella lettura, scrittura e nel ragionamento matematico. In realtà, in questa percentuale elevata sarebbero inseriti anche bambini con difficoltà di tipo minore, definibili come secondarie o a basso rendimento scolastico, e non come Dsa. Se si “rifanno i conti” con valutazione particolarmente attente, infatti, la percentuale dei bambini a rischio cala intorno al 4 per cento.
LE CIFRE REALI - Le cifre reali da noi sono insomma più basse rispetto a quanto si osserva nel mondo anglosassone, anche perché l’italiano è una lingua che meno si presta allo sviluppo del fenomeno rispetto all’inglese. Lo studio La ricerca si è svolta svoltasi da settembre 2010 a giugno 2011, attraverso un’indagine un’indagine condotta su nove scuole elementari (27 classi di prima e 27 classi di seconda) e sei scuole materne (25 classi dell’ultimo anno), per un totale di 1.175 alunni: 1.025 delle elementari (535 di prima e 490 di seconda) e 150 delle materne. Nelle scuole elementari su 1.025 bambini sono risultati a rischio Dsa solo 41 alunni, contro i 239 potenzialmente individuati. Grazie al lavoro svolto nell’ambito del progetto, con la grande collaborazione e competenza degli insegnanti, si è passati da un bambino su cinque a un bambino su venticinque considerato a rischio. E solo per 41 piccoli studenti è stata prevista una terapia specifica per problematiche organizzative e di apprendimento, presso una struttura esterna alla scuola.
INIZIO TROPPO PRECOCE - Va sottolineato che tra i 41 alunni c’erano anche 8 cosiddetti “anticipatari”, cioè bambini precocemente sottoposti a stimoli scolastici in un momento non adeguato della loro evoluzione. Non considerando questa specifica popolazione, da 41 giovani alunni si passerebbe a 33 con Dsa, portando il rapporto da 1 bambino su 5 ad 1 bambino su 31. Nelle scuole materne, su 150 bambini 39 hanno meritato un’attenzione particolare. Fortunatamente, però, alla fine dell’anno il numero si è quasi dimezzato: 19 studenti, uno su sette su 7, hanno presentato difficoltà organizzative, ma determinate anche da componenti emotive e quindi recuperabili con percorsi specifici. «Segnalare come dislessici bambini che in realtà non lo sono comporta due gravi rischi: sono dirottati su percorsi alternativi come portatori di una disabilità che non hanno, con oneri economici non sostenibili e totalmente inutili, mentre il loro problema non solo non verrà affrontato ma lascerà un vuoto di conoscenze che si ripercuoterà pesantemente sul loro curriculum studiorum» precisa Bianchi di Castelbianco.
Paola Santamaria
16 dicembre 2011

Il Natale ecosostenibile dall'albero al presepe

Proviamo a creare un addobbo «green», rinunciando agli imballaggi e alle confezioni inutili e non riciclabili


L'albero di Natale dell'Hotel Principe di Savoia a Milano (Fotogramma)L'albero di Natale dell'Hotel Principe di Savoia a Milano (Fotogramma)
Il Natale è un’occasione da non perdere per recuperare il valore autentico del tempo e delle cose. Vedere la nascita di Gesù come un’opportunità per dare vita a uno spirito nuovo, aiuta a restituire significato al rito. Il potere d’acquisto è sempre più debole, ma il potere creativo ha un potenziale poco sfruttato. Usiamolo per riconquistare un po’ di semplicità e per diffondere energia positiva. Ne abbiamo tanto bisogno. ATMOSFERA - Il Natale è vicino al solstizio d’inverno (21 dicembre) e le tradizioni pagane hanno fortemente influenzato quelle cristiane. Per i Romani il ramo sempreverde era di buon auspicio, nella cultura celtica l’abete rappresentava la natura amica dell’uomo e con i primi cristiani il significato è stato elevato per rappresentare l’albero della vita. Nella civiltà contadina si soleva addobbare un albero con i frutti raccolti per ringraziare la terra e per offrire cibo alla comunità. Erano riti collettivi che esprimevano gratitudine, devozione e condivisione. Quando nel Seicento, in Nord Europa, gli alberi di Natale sono entrati nelle case, la natura stessa del simbolo è stata svilita. Un albero estirpato ha vita breve, salvo che venga reimpiantato, in qual caso la sua esistenza verrà scossa da una parentesi climatica estenuante – l’abete ama il riscaldamento come il topo ama il gatto! Se l’albero è reciso, è destinato a diventare spazzatura. Da portatore di significati, l’albero di Natale è diventato un elemento decorativo. Gli abeti hanno dilagato a ogni latitudine e Babbo Natale, in slitta, trainato dalle renne e imbacuccato per proteggersi dal freddo, campeggia anche sui grattacieli di città tropicali. È difficile spiegare il Natale a chilometro zero a bambini che vivono ad Auckland o a Rio de Janeiro, dove il 25 dicembre ci sono quaranta gradi! Nessuno sembra essersi accorto della stonatura con il significato originale, e continuiamo a portarci dietro grandi contraddizioni. L’anno scorso la Coldiretti aveva avvertito gli italiani che un albero di plastica inquina quanto un’auto: la maggior parte viene dalla Cina, http://www.corriere.it/ambiente/11_dicembre_15/gabetti-abete-di-cartone_8998bfb6-2663-11e1-97ba-d937a4e61a87.shtml

Una preghiera per augurarvi un Santo Natale


 
NASCI ANCORA UNA VOLTA

Caro Gesù, vieni, nasci ancora una volta,
nasci nella nostra famiglia,
nei problemi e nelle preoccupazioni del nostro oggi,
nei litigi e nella mancanza di dialogo,
nelle separazioni e nelle divisioni.
Nasci, abbiamo bisogno di Te per restare uniti.

Caro Gesù, vieni, nasci ancora una volta,
nasci nella nostra famiglia,
nella mancanza di lavoro e nelle difficoltà economiche,
nel precariato dei nostri figli e nella paura per il futuro,
nella malattia e nella morte, quando ci toccano da vicino.
Nasci, abbiamo bisogno di te per continuare a sperare.

Caro Gesù, vieni, nasci ancora una volta,
nasci nella nostra famiglia,
nella mente e nel cuore di ogni suo membro,
nella concretezza e nella fatica dell’amore,
nei sogni e nei progetti di bene che desideriamo realizzare.
Nasci, abbiamo bisogno di te per essere felici.


(don Maurizio Mirilli)

Buon Natale!