giovedì 15 settembre 2016

Continuerò a Parlare di...

SCUOLA.
Forse è l'unica cosa che so fare! Sono stati troppi gli anni dedicati, troppe le situazioni vissute, troppe le energie investite per lavare tutto con un colpo di spugna!
Continuerò con lo stile che mi appartiene, ad essere amante del mio lavoro che avrà espressioni diverse , ma che continuerà a riempire le mie giornate.
GRAZIE a questi mezzi riuscirò ancora a dire la mia, a collaborare, se richiesto, con le mie colleghe, a sentirmi parte attiva, non con quella fretta che mi ha accompagnata in tutti questi anni.
Mi avvierò verso il sentiero della piena maturità, avrò uno sguardo più distaccato dalle situazioni, potrò continuare ad essere guida, confidente, consigliera e soprattutto AMICA delle mie colleghe che sapranno di avere un punto di riferimento tutte le volte che lo vorranno.
Continuerò ad essere rivoluzionaria e creativa di idee, porterò con fermezza avanti l'idea del cambiamento e dell'adeguamento ai tempi moderni.
In poche parole:
"CONTINUERO' AD ESSERCI"


martedì 12 luglio 2016

http://mercoledifreudiani.blogspot.it/2010/12/lalbero-degli-amici-di-jorge-luis.html

 "Dedico questo post a un Anonimo che, commentando sul mio blog, mi ha ricordato che scrivere non è mai tempo perso e che le parole sono come i semi: volano trasportati dal vento finchè non trovano un terreno capace di accoglierli e di trasformarli in vita.

Una persona mi ha inviato questo splendido testo di Jorge Luis Borges (o di un Anomino, non si sa) che non conoscevo e ho subito pensato che non potevo fare a meno di condividerlo
Leggetelo con calma e lasciate che le immagini della vostra vita scorrano davanti a voi."


L'Albero degli amici
 
Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici
per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco,
vedendo molte lune passare,
gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.
Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno
dei nostri amici.
**
 Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra
amica Mamma,
che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il
nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che
rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
**
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non
sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro
li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene,
sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima
si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra,
salti ai nostri piedi.
**
Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una
vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un
sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
**
Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli
che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento
soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si
avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono
l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
**
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che
sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre
radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando
incrociarono il nostro cammino.
  **
Ti auguro, foglia del mio albero, pace
amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre ... semplicemente perché ogni persona che
passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto,
ma non ci sarà chi non lascia niente.
**
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e
la prova evidente che due anime non si incontrano
per caso.

 https://www.youtube.com/watch?v=n4WKwDHRVgY

martedì 24 novembre 2015

mercoledì 14 ottobre 2015

Un po' di mio



11 Ottobre 2015  40 Anni INSIEME

Cerco una penna stamattina, la trovo con difficoltà! Sara spesso mi ripete: Mamma come sei disordinata!!!
Ed è vero i figli guardano, osservano, giudicano. La penna non si trova con facilità, ma nella nostra casa si trovano subito: la Complicità, l'Unione, l'Amore quello puro che dimentica tutto, si unisce, si salda, diventa un corpo unico e sfida la cattiva sorte, i problemi, le insidie, l'avversità e persino le tempeste! Perchè in questi 40 anni di tempeste se ne sono vissute e quei 2 ragazzi spensierati che correvano verso il futuro, leggeri, allegri, lasciano il posto a 2 adulti maturi, che non corrono più, ma camminano poggiandosi l'uno all'altro.
Mi piace immaginare questa scena Papà ed io, mano nella mano che continuano ad andare avanti verso la stessa direzione . Nessuno può ipotizzare il tempo che sarà concesso di vivere , ma sicuramente possiamo decidere come riempirlo, e noi scegliamo di viverlo INSIEME mano nella mano sotto lo sguardo amorevole dei nostri 3 figli.
In questa chiesetta oggi non manca nessuno, come allora, la materia si è trasformata, ma l'Amore quello dei genitori verso i propri figli è immortale. Con la certezza di non essere mai abbandonati ci stringiamo in un abbraccio circolare intorno a questo altare stamattina rendendo grazie a Dio per i doni ricevuti.

domenica 13 settembre 2015

domenica 6 settembre 2015

Lascia parlare il tuo cuore

Siamo erranti
sulla terra
tra il frumento e il fango,
una lucerna risplende
tra i verdi steli:
sono frammenti 
di un umile amore
Lorenzo Pavesi

sabato 5 settembre 2015

E sono ancora qui con un nuovo anno da incominciare

Mi sono chiesta perchè si trascura una creatura che hai amato, hai voluto e hai aiutato a crescere?! Ovvio che parlo di questo blog sempre presente e ricco di stimoli che occupava parte del mio tempo, un appuntamento quasi giornaliero, un incontro di pensieri, azioni, intenti. A volte confidente, a volte complice, a volte valvola, a volte creativo, a volte riflessivo! Non so dare una risposta precisa ma risento il bisogno di scrivere! Se scorro le pagine ci sono dei pensieri, delle frasi scelte con cura che mi piacciono ancora, nelle quali mi ritrovo, ritrovo la mia storia, ritrovo il mio cammino personale, ritrovo tratti della mia personalità, la mia crescita, la mia maturità. Perchè a quasi 62 anni (che compirò a giorni), non sempre vissuti allegramente, mi sento fresca e desiderosa di vivere ancora altro e altro ancora al servizio della comunità! Per chi non lo ricordasse, sono un'insegnante di Scuola dell'Infanzia e lavoro con bambini di 3/4/5 anni, in mezzo a tanti occhietti vispi e attenti, curiosi e dispettosi, ma desiderosi di imparare, di capire, di provare, di fare. I bambini hanno rappresentato, insieme alla mia famiglia, il mio universo nel quale mi sono trovata a mio agio, per il quale ho impegnato tutte le mie forze, i miei desideri, i miei sogni.
L'inizio di settembre apre il ventaglio a numerosi adempimenti scolastici, organizzativi, progettuali, di distribuzione di forze, di incognite alle quali dare risposte precise.
Non è una nebulosa è solo l'inizio di un nuovo anno, è solo ingranare le marce giuste e andare: Andare verso i nostri alunni, le famiglie che aspettano conferme, risposte, certezze. Cominciare tracciando l'immagine giusta è un valore aggiunto, è dire con orgoglio, questa è la nostra scuola, una presentazione che non lascia posto alle incertezze, che ha chiaro un percorso annuale, già definito, mai rigido o stereotipato.
Questo è il nostro impegno di insegnanti, un impegno etico che già possediamo, che contraddistingue un Istituto Comprensivo dove i nostri alunni entrano bambini ed escono ragazzi. Un impegno che ci è stato ricordato nel primo Collegio dei Docenti congiunto dalla nostra Dirigente o Preside, una lezione di alta pedagogia che ha rispolverato la passione sopita dalla pausa estiva, di fare scuola. Questo cambiamento la nostra scuola lo sta già  vivendo e sperimentando da qualche anno e non ha avuto bisogno delle novità legislative sulla "BUONA SCUOLA" perchè noi siamo  "LA BUONA SCUOLA" !
BUON ANNO SCOLASTICO A TUTTI NOI E A TE DIRIGENTE TANTA FORZA GRAZIE!

lunedì 22 dicembre 2014

domenica 30 novembre 2014

Basta Poco

A volte "basta poco" sentirsi con il morale alto oppure scendere in un'amarezza che arriva all'improvviso e che non era in programma. "Basta davvero poco" un post scritto e una foto sulla pagina di un'amica per riportarti indietro a quando insieme a noi c'eri anche tu adorabile, immensa, fragile Mamma! Il tempo passa, inesorabile e pieno di ogni giorno, ma nel cuore quel taglio resta e "basta proprio poco" per riaprirlo e sanguinare gocce d'amore, linfa di vita e ti stupisci ancora.

Non potevi immaginarlo perchè lo dovevi vivere!

domenica 6 luglio 2014

Oggi

Ecco cosa cercare oggi:
Qualcosa per cui sorridere
Qualcuno da ascoltare
Qualcosa che ci meravigli
Qualcuno da amare
(Agostino Degas)

Illustrazione: (Mizzi Illustration)


mercoledì 2 luglio 2014

Bellissimo

Da ascoltare con attenzione, da rifletterci su!

martedì 13 maggio 2014

Io me la ricordo....



Io me la ricordo quella notte...
Notte di dolore e di sete
Notte di "stringimi la mano" e di "non ce la faccio più"
Notte di ostetriche, luci forti, voci sussurrate
Notte di chi sta fuori a fumare e consumarsi
Notte di sms e telefonate
Notte di battiti sentiti tramite una macchina nell'attesa di sentirli dal vivo
Notte di lacrime, urla, spingi ancora , spingi adesso , spingi di più!
Notte che è una semplice notte , ma quella notte che ti cambierà la vita
Notte che segnerà il confine, oltre il quale, nulla sarà lo stesso e niente ti sembrerà uguale
Notte che ti cambierà tutto
Notte che ti restituirà
l'immenso
quando finalmente ti si squarcerà il cuore di gioia, felicità, amore, purezza e pienezza come non l'hai mai provata
quando lo vedrai e lo annuserai e ti sembrerà di odorare il giardino dell'Eden!
E mai , mai più scorderai quella notte
tanto che ti sentirai talmente piena che aspetterai l'alba, sveglia, per assicurarti che quello non sia stato un sogno... ma la tua splendida realtà.

lunedì 5 maggio 2014

Mi piace


Mi piace chi è semplice e sorride.
Chi è gentile con la vita e non alza mai la voce.
Chi mi accetta come sono, senza volermi insegnare e dimostrare nulla.
Chi mi ascolta e cerca di capirmi, senza mai giudicarmi.
Non esiste mai delusione nel rapporto con queste persone.
Speciali e rare.

Degas

martedì 15 aprile 2014

Sono fatta così

Sono fatta di cose nascoste.
Sono fatta di cose che non mi piace mostrare subito,
mi piace tenerle per me e conservarle per quando sento,
per quando riesco a sentire che, sì,
ne vale la pena di mostrarle.
Sono fatta di cose nascoste.
Mi piace sussurrarle a bassa voce,
silenziosamente.
Come la dolcezza. E’ estrema.
E’ celata nelle parole, negli occhi, nei sorrisi.
E’ dentro, nei sogni.
Tace, è radicata dentro.
E’ custodita gelosamente.
Chi smuove la corazza, la mia corazza
fatta di cemento, di dura fragilità,
mi fa tremare.
Tocca la mia sensibilità,
posa una mano sul cuore.
Sono fatta di cose nascoste,
e ogni piccola cosa mi emoziona.
Non mostro facilmente la dolcezza,
ma ne scrivo, ne parlo.
E’ scritta sulle mani, sulle lacrime,
su un abbraccio.
E’ tutta lì.
Sono fatta di cose nascoste.
Come la luna, alla notte.
Mi mostro un po’ alla volta.
Mi nascondo.
Poi, risplendo…

***** Tiziana Curcio © *****
tutti i diritti riservati all’autrice

giovedì 31 ottobre 2013

Dedicato a tutte noi

Poesia di Gerda Klein, madre di una ragazza Down. Come una rosa blu (Gerda Klein) Jenny è una bambina….. un’adorabile bambina. I suoi occhi sono nocciola, i capelli un po’ più scuri. Se i capelli le cadono sugli occhi, li scosta. Ma la mano non và diritta alla fronte, prima si curva come un fiore al primo schiudersi dei petali, poi scosta i capelli dagli occhi. Jenny è diversa. Diversa ? Si, diversa da quasi tutte le altre Ma chi ha detto che tutte le persone debbano essere uguali ? Pensare, agire, apparire uguali ? Per me Jenny è come una rosa blù. Una rosa blù ? Avete mai visto una rosa blù ? Ci sono rose bianche, e rose rosa, e rose gialle, e una infinità di rose rosse. Ma blù ? Un giardiniere sarebbe felice di avere una rosa blù. La gente verrebbe da lontano per vederla. sarebbe rara, diversa, bella. Anche Jenny è diversa. Ecco perché, in qualche modo, è come una rosa blù. Quando Jenny giunse a casa dalla clinica, “una bambolina rosa, morbida e paffuta” piangeva spesso, più spesso degli altri bambini. Perché ? Chissà, forse vedeva ombre diverse che la spaventavano. Forse udiva suoni a lei sconosciuti. Quando fù più grandicella, stava sempre accanto alla mamma e le si attaccava alla gonna. Per un uccello così, volare è difficile: ci vuole più forza, più fatica, più tempo. Per un uccello con le ali normali volare è una cosa scontata, ma un uccellino con le ali corte deve impegnarsi molto per imparare. Non importa cosa. Ma c’è un’altra Jenny, una Jenny che, in un triste pomeriggio d’inverno, siede in poltrona e si dondola, con la sua bambola fra le braccia. E’ molto turbata, è confusa. Lentamente mi dice: “ mamma, Sally ha detto che sono ritardata. Che vuol dire, mamma ? Ritardata ? I bambini dicono ritardata, e ridono. Perché ridono, mamma ?” Sapete, quando un gattino perde la coda l’udito gli si fa più acuto, dicono. E’ vero che la coda aiuta un gattino a correre più veloce, ma un gatto senza coda ci sente meglio e avverte i passi che s’avvicinano molto prima degli altri micini. Ma alcuni non sanno che un gatto simile può avere un udito tanto acuto; vedono solo che gli manca la coda. Certi bambini sono crudeli e guardano fisso, e prendono in giro: “gatto senza coda ! “ A volte Jenny correva dalla mamma e le si aggrappava stretta, così, senza una ragione, o almeno senza una ragione chiara per noi. Pian piano capimmo che il mondo di Jenny era un poco diverso, un mondo, in un certo senso, a noi ignoto. Cominciammo a pensare che vivesse in un mondo nel quale potevamo non sentirci a nostro agio. Entrare in quel mondo è un po’ come andare su un altro pianeta. E’ come se Jenny vivesse dietro uno schermo, uno schermo che non riusciamo a vedere. Forse ha colori magnifici, forse quei colori, a volte, distraggono Jenny dal prestare attenzione a quel che diciamo. O forse ascolta una musica che noi non possiamo sentire. I pesci hanno un linguaggio e una musica tutta loro, portata dalle onde, dicono. Una musica che noi non possiamo udire perché non abbiamo orecchie abbastanza fini. Si, forse Jenny ode suoni che noi non udiamo, forse è per questo che a volte balza in piedi e intreccia misteriosi passi di danza. Jenny è come un uccellino, un uccello dalle ali molto corte, mi capita di pensare. Ci sono molte cose che Jenny non capisce. E ci sono molte cose di Jenny che gli altri non capiscono: che Jenny è come un gattino senza coda, che Jenny sente una musica diversa, che Jenny ha le ali corte, che Jenny deve essere protetta. Jenny è come una rosa blù, delicata e bellissima, Ma le rose blù sono così rare che ne sappiamo poco, troppo poco. Sappiamo solo che hanno bisogno di essere curate di più. Di essere amate di più

martedì 22 ottobre 2013

Il nostro FILM

E' da un po' che non scrivo sul mio blog, galeotto l'altro blog http://spaziperbambini.blogspot.it/ che ho creato per la nostra scuola e che si sa assorbe e succhia energie, ma non ho mai pubblicato il film che abbiamo realizato fluttuando tra "ARTE e TEATRO" e che ha visto la sua degna conclusione in questa realizzazione non proprio amatoriale, perchè per proiettarlo siamo andati in un cine/teatro vero, con palcoscenico, sipario, quinte, tutto quello che i bambini avevano appreso astrattamente, convertito in consapevolezza con premiazione finale di un regista locale. Quanta emozione per grandi e piccini e per i genitori...SORPRESA gioiosa!



sulle ali dell arte from Scuola e...dintorni on Vimeo.

martedì 1 ottobre 2013

Quando il bambino ha paura del dottore

http://www.corriere.it/salute/pediatria/

I consigli della psicologa: «Mai mentire e non minimizzare la paura». E il pediatra dovrebbe coinvolgere il bimbo nella visita

«No, dal dottore non ci vado». La frase è un classico in bocca a tantissimi bambini. Che si tratti di una visita dal pediatra, di un controllo dal dentista o di una vaccinazione il risultato non cambia, i nostri figli spesso sono intimoriti anche solo all’idea di trovarsi faccia a faccia con un medico. Come comportarsi? «La prima mossa, quella forse più laboriosa, è fare un check up delle nostre paure. Spesso noi per primi abbiamo timore del camice bianco e rischiamo di influenzare i piccoli pazienti» spiega Stefania Andreoli, psicologa e psicoterapeuta consulente di Fattore Famiglia. «L’importante poi è non minimizzare perché si rischia solo di farli sentire inadeguati. Bisogna invece dare il giusto peso alle loro richieste di rassicurazioni. Altra regola, non mentire. Mai dire: “La vaccinazione non ti farà niente”, ma piuttosto trovare le parole giuste – a seconda dell’età – affrontando insieme a la paura. Ad esempio, nel caso di una puntura optare per una frase tipo: “Sentirai un piccolo pizzicotto, ma passerà presto”». E andare così avanti rispondendo ai dubbi e cercando il più possibile di anticiparli.

I CONSIGLI - «E' fondamentale spiegare al bambino cosa farà il medico che lo sta per visitare. E mai metterlo di fronte al fatto compiuto tenendo nascosta la visita, o addirittura mentendogli dicendo di andare in un posto che a lui piace, e svelando che si è dal dottore solo prima di varcare la soglia. In questo modo lui non si fiderà di noi e faremo fatica a tenerlo tranquillo. Dobbiamo, invece, porci con nostro figlio in una posizione di ascolto empatico, parlandogli in modo semplice, senza confonderlo», aggiunge Andreoli. «A volte può essere utile creare un rituale affettivo, come una sosta al parco o sottolineare che quello della visita è anche un momento per stare insieme, dedicato solo a lui. Oppure fare con i bambini “delle prove” a casa utilizzando un pupazzo amico: imitando i gesti che verranno riproposti durante la visita, così da metterlo a proprio agio».
LA DOTTORESSA PELUCHE - Un po’ come fa Dottoressa Peluche nella serie trasmessa da Disney Junior che ha ispirato il sondaggio «Chi ha paura del dottore?», un’indagine svolta su un campione di 150 genitori con bimbi tra 0 e 6 anni. «Lei è bravissima, la sento un po’ come una collega. Quando si prende cura dei suoi giocattoli e li guarisce trasmette ai bambini il messaggio di quanto sia importante prendersi carico del benessere altrui. E anche del proprio. Per indicare le patologie di cui soffrono i suoi compagni di gioco attinge alla fantasia placandone così timori e lavorando non sul paziente, ma insieme al paziente» aggiunge la psicologa che ha analizzato i dati del sondaggio. «Guardando i risultati mi ha stupito positivamente il fatto che solo il 10% dei piccoli, a detta di mamma e papà, ha paura del dentista e che oltre il 70% dei genitori intervistati dice di avere completa fiducia nei professionisti che si occupano dei loro figli. Inoltre, cosa curiosa, la metà dei bambini ha chiesto in regalo un kit da dottore completo di camice e stetoscopio».
IL RAPPORTO DI FIDUCIA - I medici e i loro piccoli pazienti sono così due mondi sempre più vicini. «E’ importante creare un solido rapporto di fiducia, soprattutto tra pediatra e genitore» conclude Andreoli. «Questa poi si rifletterà sul bambino. Che ha bisogno di non rimanere in un ruolo passivo, ma durante una visita deve essere coinvolto. Meglio quindi che il dottore non porti il camice, come fanno ormai in tanti, che gli spieghi cosa sta per fare, che gli dica il nome degli oggetti che sta utilizzando. Un classico, ad esempio, è raccontare a cosa serve quello strumento da nome difficile che si chiama stetoscopio. E mai avere fretta, prendersi tutto il tempo per la visita, soprattutto se il bambino all’inizio dimostra un po’ di diffidenza».
(modifica il 27 settembre 2013)
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domenica 29 settembre 2013

Amo la Sagrada Familia


venerdì 20 settembre 2013